—Ma se non lo conosco neppur io!
—Diavolo, diavolo!—Nicodemo fremette non so se di freddo o di paura.
Dopo due ore di cammino la vettura girando di fianco Melzo veniva a fermarsi, circa a mezzo miglio dal paese, davanti ad un cancello di ferro che dava ingresso ad un giardino.
Nicodemo e papà Gervaso discesero.
Quest'ultimo diede una moneta al cocchiere che voltando i cavalli ritornò indietro di galoppo.
Intanto un uomo che sembra attendere in giardino spalanca il cancello ed invita i nuovi arrivati a seguirlo.
Egli prende il largo viale che conduce ad una casetta di geniale apparenza, che si eleva in mezzo ad un boschetto d'alti castani.
La casetta viene schivata ed i nostri personaggi si perdono un'istante nel bosco che diventa più folto dietro l'edificio.
Finalmente riescono sopra un piccolo sentiero che percorrono in tutta la sua lunghezza.
Camminano sempre verso il centro del giardino il quale sembra molto ampio.