E fino dal 1869, augurato da assai prima dal Tommasèo che nel Santarosa uomo di pensiero e di azione salutava «il più compiuto italiano del secolo», sorge nella sua Savigliano un monumento: in esso la figura di lui, in divisa di Ministro della guerra, ha nella mano sinistra la Costituzione del 21, e poggia la destra sull'elsa della spada coronata d'alloro. È il Santarosa ministro e guerriero, quale, per generoso sacrificio di sè, mancò al suo Piemonte: al Piemonte di Carlo Alberto finalmente valicatore del Ticino per l'indipendenza d'Italia; al Piemonte cantato da Giosuè Carducci nella visione spiritale dei patriotti del 21 e del 32, che dopo l'espiazione d'Oporto accompagnano dinanzi a Dio l'anima dell'«italo Amleto».
Su gli occhi spenti scese al re una stilla,
Lenta errò l'ombra d'un sorriso. Allora
Venne da l'alto un vol di spirti, e cinse
Del re la morte.
Innanzi a tutti, o nobile Piemonte,
Quei che a Sfacteria dorme e in Alessandria
Diè a l'aure primo il tricolor, Santorre
Di Santarosa.
E tutti insieme a Dio scortaron l'alma