So risurte li puverielli!

Il brigantaggio del 1799 fu, come assai più tardi quello del 1860, accresciuto dall'aver disciolto l'esercito del Re. L'esercito raccoglieva allora i più poveri, poichè i ricchi e i borghesi si faceano esentare, e raccoglieva anche gli elementi peggiori.

Macaulay dice che al ritorno del re legittimo in Inghilterra fu necessario sciogliere l'esercito rivoluzionario di Cromwell. Cinquantamila uomini, abituati a battersi, furono lasciati sulla strada. V'era da aspettarsi qualunque cosa: invece alcuni mesi dopo non rimaneva traccia che indicasse che una delle armate più formidabili era stata assorbita nella massa del popolo. E quando si vedeva un operaio prosperare in oneste industrie, si poteva dire quasi con sicurezza che egli avea fatto parte dell'esercito di Cromwell.

Nel reame di Napoli, quando per due volte fu sciolto l'esercito del re legittimo, la maggior parte di esso si diede al brigantaggio, alla rapina e al vagabondaggio.

Del resto che cosa poteva essere un esercito in cui i gradi eminenti erano riserbati a Mammone e a Fra Diavolo, e che cosa poteva essere un'amministrazione in cui si davano i posti più alti a uomini come il brigante Panedigrano?

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Quando nel 1806 si stabilì a Napoli con Giuseppe Bonaparte da prima e poi con Gioacchino Murat la monarchia francese, i Borboni fuggirono di nuovo in Sicilia. Ancora una volta non mancarono di aizzare il popolo e di rinfocolare il brigantaggio: fra Diavolo uscì in campo di nuovo e uscirono altri già noti nel 1799, i Pizza, i Guariglia, i Furia, gli Stodui e altri di pessima fama. Con danari e con promesse il brigantaggio fu promosso dovunque. Molti si davano alla campagna perchè avean vendette da compiere; altri perchè l'esempio dei contadini promossi colonnelli o duchi, come Mammone e fra Diavolo, accendeva le menti.

Così in Basilicata dominavano Taccone e Quagliarella; nei due Principati Laurenziello; nelle Calabrie Parafante, Francatrippa, Benincasa, il Boia, Carmine Antonio, Mascia, Mazziotti, Bizzarro; negli Abbruzzi Antonelli, Fulvio Quici, Basso Torneo e altri celebri.

Quando Murat salì al trono, tutto il regno si può dire che era infestato di briganti: gli esempi del 1799 accendevano le menti, e ogni contadino insofferente della miseria, come ogni ribaldo desideroso di conquistare la fortuna si davano alla campagna.

Ma non era possibile ripetere a pochi anni di distanza il tentativo di Ruffo, e mancava in ogni caso l'uomo.