Carlo Porta scolaro e nobili ballerini ([pag. 15]). — Non sappiamo se il Porta avesse, nel collegio di Monza, un soprannome ufficiale come era uso d'altri collegi. I convittori del Collegio dei nobili lo avevano tutti, e talora abbastanza comico. Alessandro Verri era chiamato l'industrioso; Carlo Verri, il voglioso; Giovanni Borromeo, il composto; Alessandro Rovida, l'avventuroso; Giambattista Lampugnani, l'indifferente. Altri si chiamavano il sollecito, l'agile, il riflettente.... perchè forse era il solo che rifletteva (Miscellanea: Ex laboribus del padre Benvenuto milanese, del convento di Sant'Ambrogio ad Nemus, Biblioteca di Brera). Le accademie del Collegio dei nobili comprendevano giuochi, partite d'armi, recitazioni, danze. Il ballare era una passione. Il cavaliere Carlo Castiglioni, figlio della marchesa Paola Litta-Castiglioni, la nobile amica del Parini, vestì l'abito d'un mimo grottesco in un balletto del Ferlotti e danzò alla Scala (Memorie del tempo).


Un sonetto inedito o raro del Porta. — Si legge alla Trivulziana. Ma è del Porta? Tutto fa credere di sì. Ê inedito? Non appare in nessuna edizione portiana o foglio stampato volante.

Hoo faa un sogn curios. S'eva in d'on praa.

Dove tresent somar, de cent color,

Staven, segond i regol, radunaa,

Per daa alla società un Superior.

Gh'eva un creusch[119] de trenta separaa:

El rest, intorna all'asen direttor,