Nel Museo potrebbero figurare le due liste superstiti d'un ampio mantello rosso fiammeggiante, ricamato d'oro, regalato da Napoleone alla sublime, che ne andava superba mostrandolo a' suoi visitatori, alle sue favorite come una bandiera di vittoria.
Quando la Grassini moriva, naufragava alla Scala Cellini a Parigi, opera semiseria di Lauro Rossi, un giovane ch'ella voleva proteggere.
Fu sepolta a Milano, nel cimitero di San Gregorio, oggi distrutto. E le sue ossa, che portarono in giro per il mondo una delle più affascinanti vite italiane, andarono disperse.
Carlo Porta, elegantemente abbigliato alla moda, frequentava anche il teatro alla Scala, dove s'incontrava con gli amici romantici dei quali doveva essere il caustico paladino vernacolo. Nel palco del marchese de Breme, gran signore, che appunto in quel palco accolse lord Byron quando, nel 1816, il bellissimo bardo, tutto bollore carbonaro, venne a Milano,[33] anche il Porta aveva accesso. Là il poeta del Bongee vedeva lo Stendhal, il suo più fervido ammiratore straniero.
Lo Stendhal ricorda che l'atrio della Scala era il quartier generale dei fatti del giorno: ivi si fabbricava l'opinione pubblica sulle signore, ivi si attribuiva per amico a ciascuno d'esse l'uomo che dava loro il braccio per salire nel loro palchetto:
«C'est surtout les jours de première représentation que cette démarche est décisive. Une femme est déshonorée quand on la soupçonne d'avoir un ami qu'elle ne peut pas engager à lui donner le bras à huit heures et demi, lorsqu'elle monte dans sa loge.»[34]
Ma degli amici delle signore d'allora, dei «patiti», come si diceva, parleremo più innanzi.
X.
La morte del Parini, i suoi manoscritti all'asta, la sua finta tomba. — La nuova borghesia e la vecchia aristocrazia. — La preghiera e La nomina del cappellan di Carlo Porta. — Un'antenata di donna Fabia e della marchesa Travasa. — Le commedie del Maggi. — Lady Morgan a Milano. — Sue impressioni. — Che cosa diceva del Porta. — Un comico ricevimento in casa Litta. — Eleganze in casa Visconti. — Un nobile furibondo contro i nobili. — L'amante del generale Massena. — I «patiti delle signore milanesi». — Artefici di grido: Canonica e Appiani. — La casa dei Franco-Muratori.
Nel frattempo il Parini, irato contro i demagoghi e contro i predatori, era morto a settant'anni, in una camera a pianterreno del palazzo di Brera. Il Parini non morì così povero, come si disse; ma certo non ricco. Alessandro Manzoni raccontava, nelle veglie, a' suoi intimi amici, che quando dopo la morte del Parini, furono venduti all'asta i suoi libri e i suoi manoscritti, fra i quali ancora inediti il Vespro e la Notte, i congiunti del poeta, che erano contadini di Bosisio, accorsi a Milano, per raccoglierne la eredità, vedendo salire ad alto prezzo semplici manoscritti, li presero in mano e li scossero, credendo che vi fosse dentro denaro.[35]