Anche dalla Ninetta del Verzee sgorga la pietà.

Carlo Porta, nel Giovannin Bongee, nel Marchionn, nella Ninetta, ci rappresenta tre creature del popolo oppresso e calpestato. La semplice e sola narrazione delle loro sciagure è una fiera condanna degli scellerati; è più eloquente d'ogni espressa morale. Ivi risplende più che un poeta: balena un vendicatore.

Prima che apparissero l'Assommoir e Nanà, Milano aveva adunque il suo Zola nel Porta. Anche allora che soggetti osceni lo trascinano al basso, il Porta, somigliante all'Anteo della favola, attinge forza dalla terra e solidifica la strofa col contesto ben equilibrato delle frasi, dei versi pittoreschi, nei quali parla la stessa Natura.

Ma come nacque la Ninetta del Verzee?... Nacque da un'altra novella in ottave milanesi: da El Pepp perucchee del pittore-poeta Giuseppe Bossi, grande amico del Porta; ma è il rovescio della medaglia. Nel Pepp è lui, Giuseppe, l'ingannato; Ninetta è l'ingannatrice.

Il Bossi fa del Pepp una specie di funebre Jacopo Ortis del pettine, cospargendo di patetica rugiada le ottave, come quando accenna alle campane dell'Avemmaria all'alba:

Quand i campann fan tucc on cert lament

Che streng al cœur de la malinconia.

Fra le carte lasciate inedite dal Porta, trovo queste parole di prefazione alla Ninetta del Verzee, parole che ne spiegano l'origine, e che mostrano in qual modo l'occasione possa suscitare un'opera d'arte; e poi si disprezza la poesia d'occasione come l'infima moneta della poesia!

«Le seguenti stanze furono da me scritte in disinganno di chi aveva attribuito a me la composizione di alcune ottave che furono da ignota mano spedite al mio cugino Baldassare Maderni col mezzo della posta. Con questo componimento l'autore incognito imita il famoso e notissimo lamento di Cecco di Varlugo, e pone a posto di Cecco il Pepp parrucchiere che si duole della infedeltà della Ninetta del Verzaro sua bella. — Se non vi fossero state nominate con disprezzo delle persone viventi e dei corpi troppo rispettabili per episodio di questa composizione, non avrei avuto a male di esserne io creduto l'autore, nè mi sarei trovato nella necessità, replicando, di trattare un argomento che per natura sua non poteva contenersi nei limiti della riservatezza.»

Vi è, infatti, nominato un marchese Villani, giocato da una baldracca. Ma i «corpi troppo rispettabili» dove sono?... Sono evaporati?... Il Porta non sapeva che il Pepp perucchee fosse del Bossi.