»Milano, 15 luglio 1817.

»Sono tutto tuo affez.

»Carlo Porta.

» Al signor Tommaso Grossi
» Treviglio».

Il Porta si congratula per il cambiamento dello zio del Grossi. Quale cambiamento?

Ecco: il Grossi era protetto dallo zio canonico, che gli faceva da padre e voleva guidargli l'ingegno. Allo zio non garbava che il nipote si consacrasse alla poesia: non voleva che fosse uno del cenacolo della «Cameretta». Carlo Porta inviava allo stesso Grossi undici quartine italiane, colle quali si congratulava con lui perchè lo zio canonico gli permetteva alla fine d'occuparsi di poesia. Le quartine del Porta cominciano burlescamente:

Ha fatto bene il zïo a ravvedersi

Di quel suo odio contro le Camene,

Ch'era un peccato il non piacergli i versi.

E però a ravvedersi ha fatto bene.