— Non fidatevi delle spie: l'averne è più dannoso che utile.

— Studiate la storia di ciascuna città del mio regno d'Italia, e visitate le fortezze e i luoghi più celebri per combattimenti. È probabile che, prima di trent'anni, dobbiate guerreggiarvi; e la conoscenza del territorio è prezioso acquisto.

— Supremo interesse per voi è di ben trattare gli Italiani, conoscerne i nomi e le famiglie.

— Siate grandioso coi rappresentanti delle potenze estere, i quali, a rigor di termine, sono spioni titolati.

— Siate inflessibile coi furfanti: la scoperta d'un truffatore è una vittoria per l'amministrazione pubblica.

Non per il solo Eugenio, ma per ogni principe tali precetti potevano tornare preziosi, e ancor oggi conservano il loro forte aroma. Ma la mente del vicerè non era da tanto: il patrigno lo sapeva; tuttavia lo adottò come figlio.

Più amata di Eugenio sul vicetrono d'Italia si mostrò la consorte che l'imperatore gli scelse: la principessa Augusta Amalia, figlia del re Massimiliano di Baviera; soave bellezza, d'illibati costumi, degna del canto immortale che Ugo Foscolo le consacrò nelle Grazie quando nessun favore poteva il grande poeta attendersi dal suo liberale omaggio. Carlo Porta non poteva consacrare ad Amelia festive ottave come quelle dettate per l'arciduchessa Beatrice Ricciarda d'Este protettrice del poeta milanese Domenico Balestrieri? Le meritava.

Quando Eugenio condusse la bellissima sposa a Milano si rinnovarono le feste dell'incoronazione. Il teatro alla Scala, illuminato a giorno, accolse la coppia vicereale fra le mille ghirlande di fiori ond'erano rivestite le pareti della sala; e si era in febbraio! Le serre furono spogliate.

Vestito da semplice cacciatore della guardia, in mezzo a generali sfolgoranti di decorazioni e d'oro, Napoleone assisteva attento alle rassegne militari, imponendo una coscrizione di seimila uomini per l'esercito, chè voleva ritemprare, e lo disse, nella gioventù italiana l'amor delle armi. Già avendo inviato nostre truppe lungo la spiaggia di Calais aveva fatto osservare che la bandiera italica sventolava per la prima volta, dall'epoca dei Romani, sulle rive dell'Oceano. E a noi, nel suo infrancesato italiano, aveva detto: «Voi non sarete ni francesi, ni tedeschi, ma italiani».

Intanto, ordinava che le nostre scuole fossero modellate sulle francesi; e imponeva il Codice francese. Deputava peraltro un'eletta di giuristi nostri a compilare un Codice di procedura criminale e un Codice penale. Inoltre riordinava il debito pubblico sotto il nome di «Monte Napoleone»; fissava le spese in 88,660,000 lire all'anno; voleva che si compisse il Naviglio di Pavia (arduo lavoro); e accordava la libertà di stampa. Ma volle che si scemasse il numero dei birri; e ne avvenne che i furti e le aggressioni sulle strade imperversarono ancor più. Si era ritornati ai tempi peggiori di Maria Teresa.