Carlo Porta staffila quei preti mendaci, e fa parlare Gesù, in una breve satira, dalla chiusa beffarda, che ha riscontro nella conclusione con qualche satira romanesca del Belli. Appena Gesù in cielo s'accorge che i preti cantano a tutto spiano per ringraziarlo d'aver salvato Napoleone nella guerra, mentre poc'anzi lo pregavano in segreto di fargli mandar l'ultimo fiato, si sdegna ed esclama:

E adess canten per lù! birbi impostor!

E me serven inscì?[80] Pocch pocch me call[81]

A brusaj tucc[82] con la livreja in spalla.

Infin, pensandeg sù,

El repìa:[83] — Convien che ghe perdonna.

Se sa che, dal più al men, la servitù

Già l'è tutta canaja bozzaronna.

Ma le rosee notizie diffuse dai primi bollettini a Milano diventarono orrende quando arrivò il terribile 29mo bollettino, che annunciò la disfatta. Noi dobbiamo ricordarla, per dar giusto risalto agli avvenimenti posteriori, che ne furono conseguenza anche in Italia e specialmente a Milano.

XVIII.