Luigi Napoleone raccontò alla principessa Belgiojoso tutt'i particolari della fuga dalla fortezza di Ham; li raccontò alla presenza del dottor Paolo Màspero, che li riferì poscia al suo ritorno a Milano, e che sono gli stessi particolari narrati da Imbert de Saint-Arnaud nel libro Louis Napoléon et Mademoiselle de Montijo.[107]
Luigi Bonaparte avea, infatti, militato per la libertà d'Italia nell'insurrezione romagnola del 1831, agli ordini dell'irrequieto faentino Giuseppe Sercognani, già soldato di Napoleone I; in un'imboscata, corse allora pericolo della vita contro il trombone d'un fanatico ciociaro che voleva ucciderlo; e fu salvato per miracolo da un Martelli che, sguainata la sciabola, deviò il colpo e ammazzò il ciociaro.[108] La principessa Belgiojoso avea ajutato con denaro anche quell'insurrezione? Pare di sì.
La Principessa Cristina Belgiojoso nel 1848
(da un ritratto di quell'anno conservato nel Museo del Risorgimento di Milano).
Cristina Belgiojoso si fermò poco a Londra. Ne partì, anche per i terrori subiti nell'albergo dove alloggiava.... Durante la notte, sopra la sua camera, aveva udito il rotolìo d'un corpo pesante, come d'una palla da cannone che corresse. Ella attribuì quel rotolìo, quel cupo rimbombo, a fenomeni spiritici.... La padrona dell'albergo fu costretta a confessarle che altri viaggiatori avevano udito più volte quei rumori; rumori dei quali nessuno sapeva spiegare la cagione.
Intanto i Francesi, che amano sempre le audacie, i bei colpi di scena, applaudivano all'evasione di Luigi Napoleone. Quegli stessi che, dopo il tentativo infelice di Boulogne l'avevano deriso, lo esaltavano per la felice riuscita della fuga da Ham. Un principe di sangue imperiale, travestito da muratore, non si trova, infatti, tutt'i giorni! I biasimi e le risa di jeri si mutarono in ammirazioni. Luigi Napoleone divenne “l'uomo del momento„. In lui, nell'antico carbonaro, confidavano gli amici della libertà; confidava la Belgiojoso, anticipando i sentimenti espressi da un poeta italiano, allorchè questi si rivolse appunto a Luigi Bonaparte:
Fiero contendi ai despoti
Le mal rapite glebe.
Stoppa possente ai cupidi