Ma alla desolazione succede la rabbia. La folla irrompe dinanzi al palazzo Greppi, decisa d'impedire la fuga del re. Questi, interrogato da una deputazione della guardia nazionale, nega la diceria della capitolazione; si presenta al balcone e arringa il popolo, promette di battersi alla sua testa sino all'ultimo sangue.... Un urlo di giubilo copre le sue ultime parole; nello stesso momento, un ignoto spara un fucile contro di lui. Il re fa atto di esserne rimasto incolume; gli applausi raddoppiano: è un alto clamore di festa. Ma, nella notte, Carlo Alberto abbandona Milano.... Le pagine dell'Italie et la révolution italienne en 1848 della Belgiojoso sono a questo punto concitate. Nelle sue frasi, solitamente fredde, arde l'esasperazione nel veder infrante le speranze concepite in Carlo Alberto. Ma ella non s'atteggia, come altri, a giustiziera del misero re, che sul funebre campo di Novara doveva espiare ben presto gli errori proprii e gli errori degli altri.

Tanta delusione spense nella principessa gli ardori monarchici, e vi riaccese, invece, gl'ideali repubblicani. Ella va quindi a trovare gli uomini della Repubblica Francese a Parigi e gli uomini della Repubblica mazziniana a Roma.


Che cos'era successo, intanto, a Parigi?... La rivoluzione di febbrajo avea rovesciato Luigi Filippo; e il trono del re borghese dalle torme urlanti era stato portato in piazza della Bastiglia, e frantumato: frantumato là, ai piedi di quella Colonna di Luglio, eretta dal popolo per eternare la rivoluzione del 1830 — eroica rivoluzione, e così propizia a Luigi Filippo!... Un curioso preludio aveano avuto le sanguinose giornate di febbrajo, durante le quali i cadaveri de' popolani, uccisi dalle palle di Luigi Filippo, erano portati per le vie di Parigi a mostrare il delitto d'un monarca, che volea regnare sui morti. Quelle giornate erano state precedute da innumerevoli banchetti!... I famosi banchetti riformisti; i banchetti di mille, duemila persone imbanditi a Parigi, nel giardino pubblico del Castello Rosso; imbanditi in tutta la Francia, per chiedere liberali riforme, per protestare contro Luigi Filippo e il suo governo, divenuto il governo dell'egoismo, il governo dei sistemi dissolventi!... Era, adunque, una rivoluzione cominciata coi cucchiaj; continuata colle barricate; finita colla repubblica!

La caduta di Luigi Filippo dettò amari versi a Nicolò Tommaseo, mentr'era a Venezia in carcere prima della rivoluzione memoranda di San Marco:

.... Te, conte di Parigi in sull'aurora,

A mezzogiorno re, bandito a sera,

Te la madre anelante e tremebonda

In notte inospital per la campagna,

Molle d'acqua i capelli, i piè nel fango,