Pure quale era il senso di questo insegnamento? Che cosa intendeva dire il predicatore, affermando che i buoni sono infelici nella vita presente? Voleva egli dire che le case e le terre, le cariche, i vini, i cavalli, i vestiti, il lusso sono tenuti dagli uomini senza principî, mentre i santi sono poveri e disprezzati, e che una compensazione deve essere data a questi in futuro, donando loro come gratificazione, azioni bancarie e doppioni d’oro, cacciagione e champagne? Questa deve essere la compensazione da lui intesa; perchè se non questa, quale altra? Forse questa: che ad essi sarà concesso di pregare e glorificare? di amare e di servire gli uomini? Ma ciò è quanto possono fare ora! La legittima conseguenza che il discepolo poteva trarre era: — «Noi avremo i giorni lieti, che i peccatori hanno ora»; — o per arrivare all’estrema deduzione: — «Voi peccate ora; noi peccheremo più tardi; noi vorremmo peccare ora, se noi lo potessimo; ma non essendo felici attendiamo la nostra rivincita domani». — L’errore di questa dottrina sta nell’immensa concessione, che i cattivi siano soddisfatti; che la giustizia non si compia nel presente. La cecità del predicatore consisteva nel valutare con il vile estimo del mercato. ciò che costituisce un virile successo, anzichè confrontare e confutare il mondo con la verità, affermando la presenza dell’anima, l’onnipotenza della volontà; distinguendo così le insegne del bene e del male, del successo e della menzogna, e citando i morti al suo tribunale.

Riscontro un simile spregevole tono nelle opere popolari religiose di questi giorni, e vedo adottate le stesse dottrine dagli uomini di lettere, quando per caso trattano di analoghi argomenti. Io credo che la nostra teologia popolare s’è innalzata per decoro, e non per principî, sulle superstizioni che essa ha divelte. Ma gli uomini sono migliori di questa teologia e la loro vita giornaliera la smentisce.

Ogni anima ingegnosa e ricca d’aspirazioni abbandona tale dottrina nel passato della sua propria esperienza; e tutti gli uomini sentono talvolta la falsità che essi non possono dimostrare, poichè gli uomini sono più saggi di quanto essi stessi non sappiano. Ciò che essi sentono senza riflessione nella scuola e dal pulpito, se dovesse esser detto in conversazione, sarebbe probabilmente esaminato in silenzio. Se un uomo dogmatizza in una società promiscua, sulla Provvidenza e le leggi divine, egli riceve in tutta risposta un silenzio, che indica chiaramente, ad un osservatore, il malcontento dell’uditorio, ma anche la sua incapacità di formarsi una convinzione propria.

Ricorderò ora alcuni fatti che indicano il cammino della legge della compensazione e sarò oltremodo felice se traccierò con esattezza il più piccolo arco di questo cerchio. La polarità o azione e la reazione si riscontrano in ogni parte della natura; nell’oscurità e nella luce; nel caldo e nel freddo; nel flusso e nel riflusso delle acque; nel maschio e nella femmina; nell’inspirazione e nell’espirazione delle piante e degli animali; nella sistola e diastola del cuore; nelle ondulazioni dei fluidi e del suono; nella gravità centrifuga e centripeta; nell’elettricità, nel galvanismo, e nell’affinità chimica. Producete l’attrazione all’estremità di un ago magnetico; la forza magnetica opposta appare all’altra estremità. Se il sud attrae, il nord respinge. Per fare il vuoto qui, voi dovete condensare là. Un dualismo inevitabile scinde la natura, così che ogni cosa è una metà, e suggerisce un’altra cosa per farla intiera; così spirito, materia; uomo, donna; soggetto, oggetto; dentro, fuori; sopra, sotto; movimento, riposo; sì, no.

Come il mondo è dualistico, così è ciascuna delle sue parti. L’intiero sistema delle cose viene rappresentato in ogni particella. Vi è qualcosa che rassomiglia al flusso ed al riflusso del mare, al giorno ed alla notte, all’uomo e alla donna, nella scaglia del pino, in un grano di frumento, in ogni individuo del regno animale. La reazione, così grandiosa nei suoi elementi, si ripete in questi limiti angusti. Per esempio, nel regno animale, il fisiologo ha osservato che nessun essere è privilegiato, ma che una certa compensazione bilancia ogni dono ed ogni difetto. Un soprappiù concesso ad una parte è ripagato dallo stesso essere con una riduzione di un’altra parte. Se la testa ed il collo sono più larghi, il tronco e le estremità sono accorciati.

La teoria delle forze meccaniche fornisce un altro esempio. Ciò che noi guadagniamo in potenzialità, perdiamo in durata; e viceversa. Le rivoluzioni periodiche o equivalenti dei pianeti sono un altro esempio; così l’influenza del clima e del suolo nella storia politica.

Il clima freddo rinvigorisce. Il suolo arido non produce febbri, cocodrilli, tigri o scorpioni.

Lo stesso dualismo si cela nella natura e nella condizione dell’uomo. Ogni eccesso dà origine ad un difetto; ogni difetto ad un eccesso. Ogni dolce ha il suo amaro; ogni male ha il suo bene. Ogni facoltà che riceve piacere, ha un castigo uguale al piacere, in caso d’abuso e deve rispondere della sua moderazione a prezzo della vita. Per ogni grano di spirito vi è un grano di follia. Ad ogni cosa perduta, corrisponde un’altra guadagnata; ad ogni cosa guadagnata un’altra perduta. Le ricchezze crescono; cresce il numero di coloro che le usano. Se il raccoglitore raccoglie troppo, la natura prende dall’uomo ciò che essa mette nelle casse di lui; aumenta i beni, ma uccide il proprietario. La natura odia i monopoli e gli eccessi. Le onde del mare non ricercano più rapidamente il loro livello dopo il loro agitarsi, di quanto tendano le varietà della condizione ad uguagliarsi. Vi è sempre qualche circostanza livellatrice, che riconduce il superbo, il forte, il ricco, il fortunato, sostanzialmente allo stesso livello di tutti gli altri. Un uomo è troppo forte e feroce per la società, è un cattivo cittadino per temperamento e per posizione, — è un testardo malfattore con un tanto di pirata in se stesso; — ebbene la natura gli manda uno stuolo di figli e di figlie che studiano lodevolmente nella scuola del villaggio, e l’amore ed il timore per essi, spianano il suo tristo viso arcigno alla cortesia. Così essa giunge ad intenerire il granito, a scacciare la bestia feroce ed introdurvi l’agnello, ed a mantenere esatta la bilancia.

Il contadino immagina che il potere e la preminenza siano delle belle cose, ma il Presidente ha pagato cara la sua Casa Blanca. Ordinariamente essa gli è costata tutta la sua pace, e le migliori delle sue qualità virili. Per conservare per breve tempo una posizione apparentemente così cospicua innanzi al mondo, egli è lieto di mangiare polvere davanti ai suoi veri padroni, che stanno eretti dietro il trono. Oppure desiderano gli uomini la grandezza più sostanziale e permanente del genio? Anche questa non ha maggior immunità. Colui che colla forza della volontà o del pensiero è grande, e domina migliaia di cose, ha la responsabilità del dominio. Con ogni influsso di luce viene un pericolo nuovo. Possiede egli la luce? Egli deve far testimonianza di quella luce, e sempre precedere con la sua fedeltà alle nuove rivelazioni dell’anima eterna, quella simpatia, che gli dà tanta viva soddisfazione. Egli deve odiare il padre e la madre, la moglie e il figlio. Ha egli tutto ciò che il mondo ama ed ammira ed agogna? egli deve rigettare dietro di sè l’ammirazione, ed affligger il mondo con la fedeltà alla sua verità e diventare un proverbio ed un oggetto di burla.

Questa legge crea le leggi delle città e delle nazioni. Essa non sarà deviata dal suo fine del più piccolo iota. È vano il macchinare o il complottare o l’accordarsi contro di essa. Le cose rifiutano di essere maneggiate male per lungo tempo. Res nolunt diu male administrari. Sebbene nessun impedimento ad un nuovo male appaia, l’impedimento esiste, ed apparirà. Se il governo è crudele, la vita del governatore non è sicura. Se voi mettete delle tasse troppo alte, il reddito nazionale sarà nullo. Se fate il codice penale sanguinario, i giurati non condanneranno. Nulla che sia arbitrario, nulla che sia artificiale, può durare.