VITA DI GUARINO VERONESE

Questa Vita è condotta sull'Epistolario inedito di Guarino. Non vi ho apposto note, perchè ne avrebbero accresciuto smisuratamente il volume; dall'altra parte è stato mio intendimento di dare al racconto biografico una forma, per quanto era in me, artistica, liberandolo da ogni ingombro di citazioni e di discussioni e mantenendolo, possibilmente, sempre oggettivo.

Le molteplici relazioni di Guarino col suo tempo, raccolte in gruppi di maggiore o minor numero di anni, sono state ora intrecciate con la biografia, ora rappresentate separatamente, secondo l'opportunità. Da esse si vedrà come Guarino e il suo secolo si illustrino vicendevolmente, ma senza che la personalità Guariniana ne rimanga scemata o sopraffatta.

Nella storia dell'umanismo Guarino è una delle più grandi e simpatiche figure; se io sia riuscito a ricomporla nella sua nativa interezza, tocca al lettore il dirlo; a me basta la coscienza di avere a questa ricomposizione consacrato non piccola parte della mia vita e sofferto per essa «fami, freddi e vigilie».

Catania 16 ottobre 1890.

R. Sabbadini.

Primi anni e primi studi di Guarino. (1374-1402)

1. Da donna Libera e da mastro Bartolomeo dei Guarini nacque Guarino in Verona nel 1374, l'anno della morte di Francesco Petrarca. Dalla patria egli desunse il soprannome di Veronese. Aveva un fratello, Lorenzo, il quale un bel giorno scomparve da Verona, senza che la famiglia ne avesse poi più notizie. Rimasero i due fratelli sin dai teneri anni orfani del padre. A Guarino l'immagine paterna tornava alla mente come una nebbia e un sogno. Bartolomeo prese parte alla guerra combattuta nel 1386 tra Francesco da Carrara, signore di Padova, e Antonio della Scala, signore di Verona, la quale finì miseramente con la disfatta dei Veronesi nella battaglia del 25 giugno presso a Padova. Le soldatesche veronesi erano guidate da Cortesia Serego, capitano che a dir di Guarino «di battaglie non se ne intendeva se non per quanto le avea lette nei libri o vedute nei quadri». Mastro Bartolomeo fu fatto prigioniero con altri ottomila e morì poco dopo tra i nemici. Allora Guarino era appena dodicenne. I due figli rimasero sotto la cura della madre Libera «il modello delle mogli e delle vedove», la quale da quel dì in poi si consacrò tutta alla loro educazione.

2. Guarino fece i primi suoi studi naturalmente in Verona, dove ebbe forse maestro di filosofia morale Paolo de Paolinis e condiscepoli il Maggi e Giannicola Salerno, più giovani di lui, quegli stessi ai quali fu più tardi in Verona venerato maestro. Dai suoi compagni fu subito stimato ed amato per la sua bontà d'animo e per l'attività. Aveva ingegno svegliato, memoria pronta e, ciò che soprattutto piace in un fanciullo, bel modo di porgere e di recitare, nel che egli ammirava tanto il suo maestro Crisolora. Era inoltre molto temperante e questo contribuì a renderlo forte a sostenere le fatiche dello studio, al quale egli si sentiva irresistibilmente chiamato. E siccome Verona non poteva offrir mezzi più che per una educazione elementare, Guarino dovette recarsi altrove a sentire dotti maestri, visitando a tale scopo «molti luoghi d'Italia».