(si piega nelle ginocchia e risiede avvilita.)
Laurina
Eh, cara signora, questi uomini abituati con noialtre sono sciatti, smemorati, leggeri, e non danno alcuna importanza a una lettera d'amore. (Mettendosele, seduta, proprio accanto, confidenzialmente) Sono capacissimi di dimenticarla in fondo a una saccoccia come un programmino di café-concert o come un fazzoletto.
Valeria
(cerca di scostarsi un po'.)
Laurina
(accostandosele sempre più a ogni parola) Ed ecco che quel pezzo di carta, che dovrebb'essere per loro una reliquia, può capitare nelle mani di chiunque abbia l'occasione... di vederli dormire saporitamente e la consuetudine di perquisire i loro abiti mentre essi dormono. Povera signora Valeria!... Quanta ingenuità in quella firma gettata come un sospiro in coda a una lettera... così compromettente!
Valeria
(dibattendosi fra la stizza, il timore crescente e la pertinace speranza di poter fare a meno di arrendersi) Non è vero! Non è vero! Il signor Negri non poteva possedere nessuna lettera mia. Egli stesso ha certamente protestato....
Laurina