Francesco
(intuisce, continua a dissimulare.) Tuttora angosciato sei.
Ulrico
Io immagino già la conclusione d'un tuo prevedibile predicozzo. Mi ronzano già nell'orecchio le tue parole: — «Non c'è modo di cavarsela, mio caro Ulrico. Abolisci l'amore, con i suoi tormenti e con i suoi pericoli d'ogni sorta? Caschi dalla padella nella bragia. La femmina a cui ti attacchi sensualmente può lasciarti in asso, o può crepare, o può sparire senza crepare, e allora, nonostante l'abolizione dell'amore, sei anche tu un uomo spacciato!...» (Con sofferente dispetto) Ah, no! Spacciato no, per tutti i diavoli! L'angoscia dei sensi non è meno passeggera d'una cattiva digestione. Lei mi è piaciuta piú delle altre? Me ne piacerà un'altra piú di lei.
La voce della Suora
(si ode di sfuggita) Mi obbligherete a ricorrere al Direttore...
Francesco
(tende lo sguardo verso l'uscio a sinistra. — Indi, prudente, lo chiude)... Sicché?...
Ulrico
Sei nelle nuvole?... Ti disturbo? Sono di troppo? Ho da andarmene? Ho da liberarti della mia presenza?...