Don Fiorenzo

(a Giulio) E neghi che proprio io fossi colpito dal tuo rammarico e dal tuo rancore?!

Giulio

Non ti detti mai alcun segno di rancore.

Don Fiorenzo

E forse a te sembra di non darmene neppure adesso! Ma, intanto, vieni a ricordarmi l'errore che ho inconsciamente commesso e che ho scontato col coraggio di confessarmene proprio a lei, dilaniando la mia fede e la mia anima! Vieni a mortificarmi, vieni ad avvilirmi dopo di aver visto che per liberarla da quel fantasma io ho cercato di eliminare la mia persona, e mi sono sottratto, mi sono nascosto, mi sono ridotto qui dentro come in un carcere!...Che dovevo fare di più?!

Giulio

(risoluto) Nulla!... Ma tutto quello che hai fatto non è bastato. Io sono costretto a dirtelo, non per mortificarti, bensì per giustificare questa nostra partenza che, a prima giunta, ti sarà parsa una cattiva azione. Annita e io siamo di accordo nel ritenere necessario di mutare ambiente. Non è vero, Annita, che noi siamo perfettamente di accordo?

Annita

(con trepido ritegno, a Don Fiorenzo) Sì,...egli mi ha persuasa... mi ha convinta....