Barbarello

(nel vederla, retrocede, curvandosi un poco in atto di rispetto e cercando di articolare qualche parola, che resta indistinguibile nelle modulazioni stentate della sua voce.)

Annita

(come incoraggiata dalla presenza di Barbarello) È permesso?

La voce di Giulio

(dal cortile) Sì, signorina, è permesso.

Barbarello

(ha in tutto il corpo una contrazione rabbiosa, e, in silenzio, con una velocità e una leggerezza di gatto, fugge nella stanza attigua.)

Annita

(si è voltata verso le scale con un lieve sussulto.) Ma io non so, signore, se Don Fiorenzo sia in casa.