(Si ode un lungo e dolce sbadiglio.)

[pg!313]

Siam fanciulle... sbadiglianti...

d'aria e luce circonfuse....

La natura par che canti:

«Disilluse, disilluse....»

(Continuano a cantare tutte, meno Clea, alla quale esse si rivolgono.)

Ma un ricordo di note soavi

d'altri tempi si va risvegliando.

Se tu, Clea, quelle note cantavi,

ogni illusa cantava, sperando.

Nel tuo core, bellissima Clea,

ravvivava quel canto la fè.

Ti chiamavan di Zano la dea:

la canzone era fatta per te.

Deh! ripeti la canzone

della spenta illusione.

Clea

Il passato evocherò!

Le Fanciulle

Canta, canta...

Clea

Canterò.