(sogguardando Giacomo, che è assorto, la interroga segretamente, ansiosamente:) Che farai quando giungeranno quei signori?

Nellina

(nervosa, torva, risponde pianissimo:) Non me ne rendo conto. Accadrà quello che deve accadere!

Gigetta

Ma, in fondo, tu hai gioito ch'egli sia tornato!

Giacomo

(vedendo confabulare le due donne) Eccole lì, come sempre, a mescolare e a confondere le loro idee, le loro volontà, le loro sensazioni, le loro anime! (Andando verso Nellina quasi con violenza) Io voglio guardare la coscienza tua, stasera! Mi capisci sì o no? Voglio guardarla sottratta, per quanto è possibile, alle influenze e ai consigli altrui, siano pure influenze e consigli sublimi, perchè mi è necessario di comprendere chi sei, oramai, per te stessa e per me! (Si frena un po'.) Vi prego, Gigetta: allontanatevi.

Gigetta

(vorrebbe aggiungere qualche cosa. Non ardisce, e, col cuore in palpiti, esortando con lo sguardo Nellina a essere buona e ad arrendersi, dopo avere indugiato presso la porta, esce a destra.)

SCENA V.