Ester
(entra dalla porta a sinistra. È una donna giovanetta, che ha le guance e le labbra tinte di rossetto, i capelli arricciati e pettinati con soverchia ricercatezza. Indossa una vestaglia cilestre piuttosto sciatta e breve, che lascia scoperti i piedi, stretti nelle scarpine di pelle colorata. Porta sopra un braccio una pelliccia maschile e in una mano un elegante cappello duro da uomo. Ella è, evidentemente, un po' brilla. Ha gli occhi scintillanti. Le parole le sdrucciolano dalla bocca. Entra ridendo:) Ah ah ah ah!... Com'è ridicolo! Se tu vedessi, Gigettona!... Trema dal capo ai piedi.... Non si regge più sulle gambe.... E poi, appena Elviruccia e io gli facciamo l'occhiolino, si elettrizza e farnetica che sembra davvero un pazzo!... Elviruccia lo ha chiamato: «Vecchio lupo rammollito!...» (Ride.) Intanto, ohè, il lupo rammollito... è spendereccio... (Col pollice e con l'indice di una mano accenna ai quattrini.) Ha perfino fatto comperare una bottiglia di «Cognac Tre Stelle».... E come beve!... Ma, saperlotte!,... ha voluto per forza darne a bere anche a me... e sono diventata... alquanto rammollita anch'io!... (Le si accosta molto e abbassa la voce:) Vuoi che te ne porti un bicchierino di nascosto?
Gigetta
(l'ha sogguardata sinora con uno smarrimento malinconico e pietoso. Ma, all'avvicinarsi di lei, ha una sensazione tra di nausea e di spavento. Le risponde, nondimeno, con bontà:) No... ti prego... lasciami stare....
Ester
Ma perchè?!... Sono venuta apposta per farti distrarre.... Guarda, guarda che copricapo forestiero!... (Mostra, a rovescio, il cappello che ha una nitida fodera bianca.) Guarda che sfarzo di pelliccia!... Aspetta che me la voglio godere un po'... (Mette il cappello a terra e infila la pelliccia.) Nei nostri paraggi ignobili, non era mai comparso un animale con questo bellissimo pelo indosso. (Cacciando le mani nelle saccocce, le dice in confidenza:) Fu un ammiratore di zia Fanny quando lei faceva la mima nel ballo «Amor» e se la intendeva con Adamo.... Epoca remota!... Adesso, poveraccia,... se non avesse inventate delle nipotine,... addio Adamo!... (Cavando da una saccoccia un grosso portasigari di terso metallo bianco e pesandolo sulla palma della mano) Saperlotte, che valigetta d'argento! (Lo apre e ne tira fuori un avana dalla fascetta lucente.) Gigettona, ne avrai visti tu, ai tuoi tempi, di questi sigari di prezzo! (Glielo mostra con ammirazione.)
La voce di zia Fanny
(più severa di prima) Ester! Ester!...
Ester
(senza gridare, come se la sedicente zia le stesse davanti) Impìccati!