Gigetta

Non parlare, te ne supplico, prima di aver chiuso quelle porte!

Nellina

(chiude le due porte, butta via il velo e si slancia a riabbracciare Gigetta.) Gigetta mia cara, Gigetta mia cara! Quando verso le quattro sono tornata a casa e ho lette le poche parole con cui tu mi chiamavi, m'è parso che, nelle ore passate stanotte fra la solita spensieratezza mentre tu mi aspettavi a mia insaputa, io avessi commesso il mio più cattivo peccato! Che odio ho avuto per me, Gigetta, e, anche, come ti ho rimproverata di esserti nascosta per tanto tempo! Io non avevo più a chi rivolgermi, non sapevo più dove cercarti!... Tu eri sparita all'improvviso, senza lasciare traccia di te, come sparisce un'ombra.... Perchè, perchè ti sei nascosta così?

Gigetta

Non te l'avevo forse avvertito che mi sarei nascosta se mi fossi ridotta al punto di non poter rifiutare i tuoi soccorsi?

Nellina

La più incomprensibile, la più strana di tutte le cose strane che mi hai sempre dette!

Gigetta

Io dovevo evitare a qualunque costo la tentazione di lasciarmi soccorrere da te; e credo che poche donne, nelle condizioni mie, non avrebbero sentito lo stesso dovere. Ma... a quali atrocità mi sono piegata!... Non parlarti, non udirti, non vederti più,... ed essere costretta a insozzare il mio dolore strisciando ancora, con la morte alle spalle, nella muffa del vizio! Che cosa funesta, Nellina! Che abiezione! Che orrore!