Nellina

(stringendosi a lei) No, non pensarci, non pensarci, ora! E non farmici pensare! Mi metti addosso come dei vermi!

Gigetta

Tu non puoi immaginare neppure vagamente ciò che io ho provato! Del male che mi prendeva il petto io mi vergognavo non meno di quanto ne soffrissi, perchè capivo che la consunzione mi rendeva ogni giorno più misera, ogni giorno più brutta.... E mi rifugiavo nel buio della notte.... E la luce dell'alba mi avviliva anche più dell'offesa che era passata sulle rovine della mia persona!

Nellina

(stringendosi sempre più a lei, dolorosamente) Ed io ero nel lusso, Gigetta, e ridevo, ridevo, ridevo....

Gigetta

Ridevi, come ho riso io alla tua età!

Nellina

(in uno scatto di angoscia ribelle) Ma io avrò il coraggio del suicidio se da questi medesimi tormenti inauditi sarò minacciata! (Si allontana un poco, tutta vibrante, e siede, guardando ancora con la mente il quadro orrido che ella s'è visto comporre dinanzi.)