Enrico

(sordamente) Non credo.

Corrado

Non credi?!

Enrico

Forse, la mia audacia vi sembrerà ridicola. Lo so: a un ragazzaccio, che, per giunta, tutti ritengono più ragazzo di quel che è, non è permesso di agire seriamente, non è permesso di levare la voce contro le persone adulte... che si conducono male e che fanno del male.

Corrado

(aggrotta le sopracciglia, lo fissa con intensa curiosità) Ma di che si tratta?!

Enrico

(seguendo il corso delle sue idee e, man mano, riscaldandosi) Chiunque al mio posto si regolerebbe come a me pare necessario dì regolarmi! Non è colpa mia se in questo momento non ho l'autorità che mi occorrerebbe. E non sarà colpa mia se, quando vi avrò detto ciò che debbo dirvi, voi mi riderete sul viso.... Io faccio il mio dovere, e nessun uomo onesto potrebbe disconvenirne.