(con riservatezza, avvicinandosi un poco) No, signorina Nanetta: non occorre.
Nanetta
(quasi imperiosa) È necessario che egli ve le faccia soprattutto per imparare a riconoscere i suoi torti, e, anche, perchè io lo desidero. Hai inteso, Enrico?
Enrico
Sì, Nanetta. (Indugia tremante. Poi, con voce debole e rotta) Vi prego, signor Corrado... di accettare... le mie scuse.... (La frase gli si storce nel respiro affaticato. Egli porta la mano alla gola come per strapparne un'altra mano che lo strozzi, e, più visibilmente, continua a tremare.)
Nanetta
(assalita da una straordinaria costernazione, lo fissa in viso, gli prende le spalle, interrogandolo) Enrico?... Enrico?... Tu ti senti male!...
Enrico
(tremando dal capo ai piedi e liberandosi) Non ho niente, Nanetta.... Lasciami, lasciami.... Lasciami.... (Esce precipitosamente a sinistra.)
Corrado