Nanetta

Ma non ignoro ciò che tra breve sarò per tutti.

Enrico

Chi sa come ti calunni con la tua immaginazione!

Nanetta

Una larva, una larva: la misera larva di questa Nanetta che sono ora!

Enrico

(trasfigurandosi, illuminandosi nell'animazione crescente) Per me, tu sarai sempre colei che, col suo apparire, mi ha trasfusa la vita, la vita dello spirito e del corpo, la vita che mi spettava, una vita di creatura sana, consciente, sinceramente sensibile, sinceramente umana. Che ne sarebbe stato della mia esistenza se io non ti avessi conosciuta? Io sarei rimasto a vivere come in una specie d'astuccio di ferro, con gl'istinti ritorti o repressi. Non è forse vero, di', non è forse vero che non somiglio più in nulla a quell'inetto dall'anima rachitica che hai incontrato, in questa medesima stanza, quando giungesti quassù, all'improvviso, pochi mesi or sono? Ho un'altra anima, ho un altro respiro, ho un altro sangue, ho un altro volto, ho un'altra voce... E sei tu, sei tu che mi hai fatto come ora mi vedi, come ora mi ascolti!...

Nanetta

(ascoltandolo con intensità, dissimula l'intima commozione.)