(cercando di calmarsi) Io, Livia, vi farò delle confidenze. Le farò a voi.... Siete oramai la persona a me più vicina.... Vi farò delle confidenze strane. E sarà strano, soprattutto, che a tante ore pazze che abbiamo passate insieme ne succedano delle altre... così diverse, così piene di tristezza! (I suoi sguardi errano nel vuoto. Poi, egli sorride quasi stupidamente. Poi, si rivolge a lei con timidità) Volete accogliere le mie confidenze?
Livia
(fermamente) Sì.
Il duca
Per assistere un condannato a morte, sarà pur necessario che cerchiate nel fondo del vostro cuore qualche cosa che somigli alla tenerezza. E forse la troverete davvero. La nostra natura ha complicazioni imprevedibili.... (Pausa.) (Scrutando sè stesso, tutto assorto, siede.)
Livia
(gli resta accanto, dritta in piedi.)
Il duca
Io, per esempio, da quando ho cominciato a sospettare non lontana la mia fine, ho vagamente, inconsapevolmente, cercato di mettere in pace la mia coscienza. E quando più tardi ho potuto ascoltare la condanna sicura, ho avuta immediatamente la consapevolezza di questo mio desiderio di pace intima. Io! Capite?... Inesplicabile! E ho rivangata tutta la mia vita. Distinguere bene ciò che era stato biasimevole non sapevo, e non saprei nemmeno adesso. A lungo andare se ne perde il concetto preciso. E, inoltre, l'impossibilità assoluta di riparare suggerisce il dubbio che quello che si chiama pentimento non sia... non sia che una burletta, molto comoda. E poi!... Pentirsi solamente è un'impotenza! E questa impotenza è asfissiante, è umiliante!... Un uomo come me, abituato a non vedere ostacoli dinanzi alla propria volontà, non dovrebbe potersi soltanto pentire. Pentirsi, va bene; ma anche fare, fare, fare qualche cosa! (Pausa.) E... per uno solo degli episodi della mia vita, io ho tentato, ho insistentemente tentato di tradurre in fatto il pentimento! Ne avevo un ricordo che mi tormentava più di ogni altro ricordo. Ai suoi tempi, quell'episodio non ebbe nessuna importanza; ma nel ricordarmene assumeva un aspetto severo, concreto, implacabile: un aspetto di colpa senza attenuanti.
Livia