Francesco

Non mi temete, perchè la mente di quella creatura è ancora inaccessibile, e la sua incoscienza passiva vi garantisce l'immunità del vostro egoismo. (Si alza.) Ma quando il gingillo vivente, che ora custodite per voi, sarà un uomo, e quando quest'uomo girerà ansiosamente gli occhi intorno e non troverà suo padre in colui che gli ha dato il nome e vive lontano da lui, lontano dal suo cuore, lontano dalla sua casa, io sarò lì, vigile e pronto, a gridargli: «Tuo padre sono io! Non te ne accorgi? non mi senti? non senti ch'io t'aspettavo? non senti che sono stato sino ad oggi un rinnegato? non sai, non sai che sino ad oggi tua madre mi ha fatto vivere nel supplizio per far vivere te nella illusione della sua virtù? Sono io tuo padre — gli griderò — e se non vuoi perdonare a me l'errore d'averti messo al mondo perchè l'amai, non devi perdonare a lei d'averti data la vita soltanto perchè fu una volgare peccatrice!»

Caterina

(scoppiando d'ira e di disprezzo, si alza — quasi trionfale) Ah, finalmente, ti riveli per quello che sei!... (Affrontandolo, investendolo) E io rivedo, rivedo il bruto in tutta la sua abietta energia! Fui tua, fui tua, sì, e fui, davvero, una volgare peccatrice, perchè cedetti alla tua brutalità, che esercitò su me, per una volta, il fascino funesto che possono esercitare, in un'ora sciagurata, tutte le cose mostruose. A te mi associai nella brutale turpitudine e, per commettere un così basso peccato, fui anche capace di tradire come tradivi tu! Tu tradivi l'amico, io tradivo il marito; ma io, se non altro, ho confessato il tradimento e lo espio, mentre tu all'amico ti sei sempre più attaccato, e non ti stanchi di tradirlo per usurpare il suo posto, per rubargli ogni segreto, per sorprendere e sfruttare le sue angosce, per impormi la tua cupidigia. E vuoi che queste tue minacce non rafforzino il coraggio della mia ribellione? Vuoi ch'io non difenda disperatamente mio figlio dalla prepotenza e, sia pure, dal diritto d'un mostro come te? (Battendo le mani sulla scrivania) Fruga, fruga ancora nei segreti, nei tormenti, negli scritti, tra i brandelli d'anima del tuo amico, giacchè ne hai la fiducia; ma sbrigati, e va via! Sì, va via! va via!... E mettiti bene in mente (afferrandogli il petto dell'abito con ambo le mani) che il giorno in cui tu tenterai di togliermi il figlio che m'è costato il maggiore dei sacrifici, quello di rinunziare alla felicità immensa d'essere amata da colui che è in cima a tutti i miei pensieri, io ti saprò essere degna nemica; e, anche a costo di soccombere insieme con te, io ti schiaccerò: te lo giuro!

Francesco

(solenne e freddo) Siamo intesi.

La voce di Teresa

(di dentro, chiamando con un impeto d'allarme) Caterina! Caterina!

Caterina

(trasalisce, intuisce, e resta un istante come fulminata.)