Ludovico
(prendendole i polsi) Mia Caterina, perchè vuoi che un'altra notte passi su questa tristezza così piena di dubbî?
Caterina
Non lo capisco io stessa. Aspetto da tanto tempo una forza interiore che mi aiuti e mi costringa a non più tacere.... Mi pareva d'averla quando sono entrata in questa camera... e poi non l'ho ritrovata più. Ma l'avrò, l'avrò! Io uscirò da questa miseria, che è durata troppo. Io ne uscirò comunque, e nulla certamente accadrà che sia più brutto e più miserabile di ciò che è accaduto sinora. (Si avvia per uscire a destra, quasi precipitosamente.)
Ludovico
(alzandosi di botto e richiamandola in tono imperioso) Caterina! Oramai tenteresti invano di prolungare l'indugio. (Con solennità prepotente) La forza che in questo momento ti costringe a non tacere è la mia volontà. Parla!
Caterina
(volgendosi a lui e restandogli di fronte, ha gli occhi lampeggianti d'istantanea fierezza.) E sia!
Ludovico
(corre verso di lei con ansia incalzante.)