— Mia!... mia!

— Ah, urlò disperata Vittoria, non verrà dunque mai quell’imbecille!...

L’uscio della camera si spalancò.

Comparve sulla soglia il barone, tutto stravolto, smorto come un cadavere, con una pistola in mano.

Zaverio si volse e rallentò la stretta: Vittoria cadde rotoloni sul pavimento.

I due uomini si guardarono: un minuto solo; il marito chinò gli occhi, poi li rialzò e appuntò l’arma contro l’avversario.

Zaverio afferrò istintivamente la pistola sulla tavola.

Il barone sparò.

Ed anche Zaverio.

Il barone cadde, senza fiatare.