Il povero Siro, stupidito pensava:

— Ella è sua... ed io?

Irene ripigliava:

— Ti farò avvertito io quando possa venire; sai, col solito mezzo: ed ora va, la mamma può rientrare, — e schioccava un bacio sonoro.

— E ricordati di ciò che ti ho detto, addio.

E poi altri baci frettolosi, furiosi sonarono dietro la siepe: le foglie del sambuco si agitavano tutte come prese dal rovaio, e sbattevano sulla fronte di Siro il contraccolpo di quelle tenerezze.

Una voce d’uomo rispose:

— Addio.

Fu l’unica parola dello sconosciuto.

Un gran fruscio nella siepe, un rovinìo di scheggie giù per la ripa... una pedata leggiera nell’orto.