Entrò la fantesca con una candela; brontolava nel suo dialetto tedesco.

Accortasi di Gustavo, disse in francese:

— Scusate se v’ho lasciato al buio, ma con quella ragazza perdo la testa; chissà dove si sarà cacciata!

— Chi cercate?... la Krimilth?, si chiama così?

— Sì....

— Era qui adesso.

— Era qui, l’avete vista la signorina? oh povera me... non lo dite al padrone!

E la vecchierella uscì frettolosa lasciando Gustavo tutto sorpreso di sentire che la contadinella con cui aveva parlato era la figlia del signor Peyrat. Egli ignorava che a Gressoney anche le signore portano per vezzo il bellissimo costume del paese.

Di lì a poco sopraggiunse il cugino con l’altra sua figlia maggiore, Edvige.

Il signor Peyrat accolse il suo giovine parente con grande cordialità, colla spigliatezza di un uomo d’affari che non sa far complimenti e non se ne cura.