— Vieni.
Il conte la seguì trasognato.
Fatti alcuni passi, ella si fermò.
Il conte sentì la mano di lei che cercava la sua: la prese.
Ella lo tirò su per una angusta scaletta a chiocciola.
Un piccolo sportellino si aperse e un viso scialbo di donna si affacciò un minuto, scambiò con Luscià un bisbiglio e disparve.
Sul pianerottolo una vecchia fante assonnita comparve con un doppiere di bronzo argentato, li precedette in una stanza, depose il lume sopra una tavola tonda nel mezzo e prima di uscire domandò:
— Champagne o Portos?
— Champagne, rispose distrattamente Luscià — vero?
La fante uscì passando accanto ad Emanuele che era rimasto sulla porta; lo fissò con qualche po’ di attenzione.