— Lei si ricorda di quel giorno?
— Altro che, e lei?
— Anch’io... lei portava un abito violetto a balze bianche.
— È vero.
— Io me ne stavo vergognoso in un canto ed in silenzio, intimidito da tutta quella compagnia di signori: e lei nel cotillon venne a prendermi per danzare.
— Poi quando uscii io l’ho salutato e lei non mi ha risposto...
— Io non me ne sono accorto; non osavo guardarla...
— Aveva paura di mia nonna? — domanda con un leggiero sorriso la contessina; poi subito si abbuia e sclama sottovoce singhiozzando:
— Povera nonna!
Essa piange qualche minuto in silenzio, volgendosi dalla parte del muro; le sue treccie bionde si sciolgono e s’attortigliano sul guanciale.