La donna annunzia il dottore alla contessina e questa risponde:

— Venga, venga.

Giulio allora entra. La contessina si tira in fretta le coperte fino al mento e lo saluta con un cenno di capo.

Gli occhi di lei mostrano i segni del pianto di molti giorni, e sono pieni di lagrime.

Giulio s’inchina profondamente, s’avvicina in silenzio: le chiede del suo stato, l’esamina in fretta e poi ad un invito si siede al capezzale.

Tacciono tutti e due qualche minuto, poi la contessina dice:

— Dottore, so che lei è stato qui iersera, la ringrazio.

Giulio fa un’esclamazione sommessa e non risponde.

La contessina si volge a guardarlo e soggiunge:

— Sa che da me non l’avrei riconosciuto? l’ultima volta che l’ho visto era tanto giovane ancora, non aveva barba affatto: e sono quasi otto anni; era ad una festa al castello di Cortanze.