— Oh!
— Sì, forse qualcuno che non conosco, che non ho mai visto, che non sa neppure ch’io viva.
Poi aggiunse amaramente:
— Meglio così...
— Perchè?
— Perchè l’entrare in casa di gente che vi prende per farvi una grazia è cosa che mi spaventa; io...
— Dunque!
— Dunque ci penserà Pasquale a collocarmi; io sono stanca, non sono buona di pensare alle cose mie; me lo diceva sempre la povera nonna. Pasquale è la mia grossa provvidenza; io mi sono rimessa in lui.
— Pasquale, il suo servo?
— Pasquale non è servo; è nostro grande amico, egli vien qui per affezione... ha la disgrazia di volerci bene...