In quella entrò il servo col vino: colmò il bicchiere a Nick, ad Angheluzzà, ad Andrea, e, ad un cenno del padrone, stava per andarsene; ma prima che uscisse, uno degli zingari gli prese di mano la bottiglia e il sottocoppa, facendogli un gesto comico di andarsene.
Il conte riprese:
— Io voglio fare a Luscià una sorte. Spero le permetterete di accettarla.
Nick aveva preso in mano un grazioso temperino di madreperla rilegato in oro e lo esaminava con grande attenzione.
— Sentite, diss’egli, come rispondesse al discorso del conte, se voleste darmi questo, io vi lascerei, in cambio, una pipa di vero schemnitz.
E la mostrò.
Il conte fe’ un gesto distratto di consenso; lo zingaro depose la pipa sull’orlo della tavola e ficcò, in pari tempo, il temperino nello sparato dell’abito.
Poi, risolto questo piccolo incidente, si rizzò di nuovo sulla persona con nobile sussiego.
— Voi volete sposare la figlia di Wanka, disse egli finalmente, dopo che il conte gli ebbe ripetuta la dimanda; ma la tschek è già fidanzata.
— Fidanzata con voi?