— Sì.
— Ebbene, voi non mi conoscete.
— Ah!... ho lì nell’orto un pero cotogno. Questa primavera ne levai un messiticcio e l’ho piantato; fra due anni porterà frutto: io giurerei che anch’esso farà pere cotogne... e lei?
Il dottore rimane dolorosamente colpito da questo sillogismo metaforico e non sa cosa rispondere. Dopo un breve quarto d’ora Pasquale gli domanda brusco brusco:
— Cos’ha da dirmi?
— Oh... volevo... persuadervi che mi giudicate male.
— Che cosa glien’importa a lei dei miei giudizi?
— Me n’importa assai.
— Uh!
— Sì, me n’importa assai; perchè voi siete un brav’uomo, il migliore ch’io conosca; poi perchè voi siete il confidente, l’aiuto, il sostegno di una persona per cui io ho moltissima stima...