— Ma!

— ... Se la contessina volesse... se si contentasse... vorrei farle una proposta... volete incaricarvene voi?

Il dottore s’appressa a Pasquale e gli sussurra nell’orecchio una sola parola che ha la virtù di mozzargli il fiato e fargli rifluire il sangue al viso.

— Come!... davvero? — esclama Pasquale non appena riesce a snodare la lingua.

— Vi do parola d’onore... Volete voi aiutarmi, Pasquale?

Pasquale leva un bicchiere dalla scansia, lo pone sopra un piatto di maiolica a fiorami turchini: lo riempie di vino e lo presenta al dottore.

Egli non aveva ancora offerto da bere al compagno, e questa mancanza, che colà non può essere involontaria, è uno dei più gravi insulti che un contadino dell’Astigiano vi possa fare.

Colma anche il suo bicchiere, e, sporgendolo per toccare col dottore, risponde alla domanda che questi gli ha fatta:

— Se lei parla da galantuomo, sì, con tutta l’anima.

Versa quindi nuovo vino al dottore e poi domanda: