— Guai! se viene...

Giulio rivolge uno sguardo di dolorosa compassione al vecchio ed esce precipitosamente.

— Non vada fuori che la cena è pronta, gli grida dietro la Martina.

XV.

Quella stessa notte Maria usciva dal castello accompagnata da Giulio e da Pasquale, e veniva ad abitare in casa di quest’ultimo.

Nei tre giorni successivi Pasquale, d’accordo col pievano, allestisce ogni cosa per le nozze con quella segretezza tutta propria dei contadini, che non ammette confidenti inutili.

Giulio ha intenzione di far presto e quetamente, e si fanno perciò venire alla curia tutte le dispense necessarie.

La sera del terzo giorno mentre Pasquale è alla parrocchia per le ultime disposizioni, la moglie imbandisce ai due fidanzati, che devono partir subito dopo la cerimonia, un boccone di cena.

Ma Giulio e Maria non hanno voglia di nulla; seduti uno in faccia all’altro aspettano trepidanti il momento solenne.

La sposa ha per tutta gala il suo modesto abito di lana grigia, il suo unico abito di tutti i giorni; non ha alcun ornamento fuorchè un leggero rossore che avviva il pallore del suo caro visino e un timido sorriso che non sa decidersi a venir fuori, e socchiude peritoso le labbra.