Il conte si alzò.

— Dormi, bambina, tu sei stanca.

Luscià chiuse gli occhi.

Egli stette qualche minuto a contemplarla, poi si chinò, la baciò sulla fronte; non si mosse, pareva addormentata profondamente.

Egli uscì.

Aveva appena socchiuso l’uscio, ch’ella gettò le coltri, balzò a sedere sul letto e stette ad origliare. Aveva inteso un lungo fischio.

Il conte discese per dare qualche ordine al cocchiere.

Attraversando il cortile, vide un’ombra sparire dietro il pozzo.

Era Nick; il conte non gli aveva parlato da un mese.

— Che volete? gli chiese severamente.