— Vedete, se il Ronmitschel è di parola: io vi riconduco Luscià; ella è vostra, io ve la rendo.
— Io non voglio farle violenza, disse il conte tentennando il capo; ella è libera di seguire la sua gente.
— Violenza? interruppe lo zingaro meravigliato. Se un cavallo vi sfugge, lo lasciate andare?
— Noi facciamo una differenza fra le donne e i cavalli.
Nick divenne riflessivo.
Poi, pigliando un fare magnanimo:
— Voi l’avete pagata la dote; è vostra; sotto la mia tenda non c’è più posto per lei.
— Non voglio trattenerla per forza.
— Non è per forza, ella è giovine, non sa quel che si faccia, bisogna avvezzarla: io le ho detto che ella deve rimanere, ella mi obbedisce, e rimarrà, ne rispondo io. Se voi m’aveste lasciato parlare con lei iersera, ciò non sarebbe avvenuto. Luscià, tu rimarrai?
Luscià si fe’ innanzi premurosa, e disse in fretta baciando la mano al conte: