— Dove sei stata? le domandò.
Egli l’avea lasciata qualche ora prima sfinita, che cascava dal sonno: la rivedeva sveglia, ansante, accesa da una corsa precipitosa, coi capelli sciolti e le vesti scomposte.
— Dove sei stata? ripetè.
— In nessun luogo, rispose Luscià un po’ intimidita.
— Ma cos’hai? tu mi nascondi qualche cosa.
Ella rimase interdetta.
— Perchè sei uscita?
— Sentivo caldo.
Emanuele si rabbonì, — quel gigante aveva viscere d’indulgenza materna.
— Perchè non me l’hai detto? t’avrei fatto compagnia.