Uscì, ridiscese, — trovò la porticina del giardino socchiusa.
Egli si rammentava ben d’averla serrata a doppia mandata: difatti la stanghetta sporgeva dalla toppa, ma il contrafforto era levato. Qualcuno aveva aperto di dentro, poi, uscendo, riaccostati i battenti.
Egli andò fuori, percorse smanioso i sentieruoli del giardino, s’inoltrò fra le macchie del parco, chiamò Luscià per nome.
Alla fine si vergognò; tornò indietro lentamente.
Era strano però!
Sedette sugli scalini dell’uscio: chi era uscito sarebbe rientrato...
Ma non era tranquillo, come avrebbe voluto; s’indispettiva del proprio dispetto. Voleva ridere di sè — e trovava il tempo enormemente lungo.
S’alzò venti volte, e tornò a sedere.
Poi tornò a passeggiare.
All’angolo del pergolato si trovò faccia a faccia con Luscià.