Luscià non amava nulla di tutto ciò.

Il suo trattenimento favorito era di star seduta dinanzi allo specchio, ridendo con Nad o cantando sulla cobza, ch’ella e la nonna sonavano benissimo, le melodie imparate a Milano; le melodie facili, allegre, erano quelle che preferiva.

Qualche volta i suoi ghiribizzi da zingara la pigliavano. Ella scorazzava allora per la campagna, squarciando filari, strappando tralci, imperversando come un animale malefico, per involare un grappolo di uva, che mordeva furiosamente, assaporandovi la voluttà del furto riuscito.

Il conte, testimone di queste scene, ne rideva di gran cuore.

Dell’altre volte si vestiva di tutto punto, si copriva da capo a piedi di gingilli, di gale, di pizzi, di merletti, di nastri d’ogni colore, d’ori, di brillanti, e così attillata, mascherata, impennacchiata, ella montava in carrozza e si faceva menare, di galoppo, attraverso a sette od otto villaggi dei dintorni.

Lo scampanìo delle sonagliere della sua quadriglia, lo schioccar della frusta, lo scalpitar dei cavalli, spinti alla corsa sul ciottolato ineguale, invadevano, con violenza improvvisa, la pace sonnolenta, la morta quiete dell’abitato; tutti correvano all’uscio, alle finestre; le donne balzavano, con meraviglia paurosa, a schivar i bambini, facevano ala dalle due bande, atterrite, sgomente. E Luscià passava sdraiata nel suo cocchio, sorridente, superba, contenta.

Una sera alla cascina di Evasio, uno dei massai del conte, spannocchiavano il granturco. La famiglia ed i vicini sedevano in semicerchio dinanzi al portico, sulle pannocchie; i vecchi in mezzo sopra alcune sedie, dinanzi a loro la gente matura, poi più in là i giovani, come vanguardia in prima fila, e ai due lati in mezzo alle foglie i ragazzi. I vecchi sonnecchiavano un poco raccontando le cose d’una volta; gli uomini discorrevano di cose positive; qualcuno contava qualche storia ardita, suscitando fra le donne degli scoppi saltellanti di risa secche, di singhiozzi repressi.

I giovani cantavano:

L’ho trovata la fortuna

Nel cantuccio dove batte