Luscià parve riflettere a questa strana possibilità che per la prima volta le si presentava alla mente: una nube leggiera di pensiero attraversò fugace la sua fronte: i suoi lineamenti si tesero come per trattenerla, poi, come spossati dallo sforzo, si allentarono in una dolce stanchezza.

Giocherellava colle ciocche de’ suoi capelli sciolti, li annodava sotto il mento, li passava sulla fronte, li architettava in cento foggie diverse.

Dopo un lungo silenzio Emanuele le dimandò:

— Dunque non hai nulla da dirmi?

Luscià si raccolse, — fe’ cenno di no.

— T’annoi? puoi andartene.

Ella s’alzò, e, serena, calma com’era venuta, si avviò verso l’uscio.

Emanuele non potè trattenere un’esclamazione dolorosa:

— Luscià!

Ella si volse, tornò al suo fianco.