Pareva che Luscià si lagnasse e supplicasse.

Credette che ella si bisticciasse con Nad, e stava già per andarsene, quando lo colpì una voce virile, meno prudente, che diceva:

Balischi! — una sozza ingiuria.

Riconobbe Nick.

Allora l’antica indignazione contro il vagabondo lo prese; non potè contenersi: entrò nel salotto.

Trovò lo zingaro in una gran collera, che smaniava col suo fare da gradasso per la stanza, balbettando minaccie, rampogne contro Luscià, la quale, seduta sopra uno sgabellino, piagnucolava. Egli aveva levato il suo giubbetto magiaro e mostrava la libertà di un uomo in casa propria.

Il conte lo interruppe a mezzo della sua invettiva con un terribile:

— E poi? — che lo fe’ voltare di balzo.

Lo zingaro balbettò qualche cosa.

— Uscite! disse il conte.