Questa stella consisteva in una Costituzione saggia, moderata, figlia di maturo sapere e di matura esperienza. Questa dovea consistere in un patto sociale che sottraesse i popoli dalle violenze dei governi arbitrari, e i governi moderati dalle esagerate pretensioni dei popoli; in un patto voluto dall'utile universale, sanzionato dalla religione piú augusta, e che giungesse finalmente a comporre le due cose pria credute insociabili, la libertà ed il principato. Verso il declinare del passato secolo, le cose d'Europa giunsero a tale di esser divenuto necessario il ricomporre i patti sociali. Ma dov'erano i Re, padri amorosi dei popoli? E dove erano i popoli figli obbedienti dei Re? I rimedi ai quali si ricorse furon veleni per l'ordine sociale; fummo minacciati di nuova barbarie e delle tenebre di notte eterna. Ed ancora non poche nazioni vanno fluttuando nell'incertezza di loro sorte: non trovano il vero punto di equilibrio ove fissarsi e nol troveranno per lungo tempo, se la divina mano del Creatore non le ricompone in miglior ordine, come intorno al sole, per le leggi di gravità, stabilí le orbite dei pianeti nel dí che trasse il mondo dal caos.
In mezzo alle sventure universali di Europa, le ultime Spagne erano state vie maggiormente afflitte da tutti i mali, onde Iddio suol fare esperienza della costanza d'un popolo. Quasi soggiogate da un bellicoso, e fino a quel momento creduto invincibile esercito straniero; il commercio distrutto, le colonie ribellate, espugnati i baluardi della penisola, incenerita la marina, sbaragliato l'esercito, prigioniero il Re; quando alla voce della religione e dell'onor nazionale si rammentano gli Ispani esser discendenti dei Consalvi e dei Mendozza corrono alle armi, debellano il nemico, liberano dai suoi timori l'Europa, riconquistano le loro franchigie e riconquistano il loro Re; si formano una Costituzione che ha servito a noi di modello, e che non sarà inutil monumento di ragion politica alle nazioni dell'universo.
Signore, questa costituzione è figlia di lunga esperienza, e di quel che meglio dettarono i pubblicisti d'Europa dalla metà del passato secolo finora. Ella sembra aver colto il vero punto di riposo e di contatto fra i diritti dei popoli e le prerogative dei monarchi. Ella ha saputo distribuire ai figli l'avuta eredità, lasciando al padre una ragionevole latitudine nelle sue disposizioni, è lontana da tutti gli estremi viziosi che lasciano sempre nell'incertezza le sorti delle nazioni. Questa costituzione procede e s'innalza con una maestosa piramide, ne formano l'ampia e solida base la dichiarazione dei dritti e doveri dei cittadini; prosegue, nelle ben calcolale elezioni, assicurando una scelta di rappresentanti nazionali, cui presiede sempre la religione, assiste al piú ch'è possibile il voto universale, si allontanano i germi di corruzione, si apre la strada al merito, che si fa passare al vaglio di molteplici e severi esperimenti. Questa Costituzione estesa definisce e circoscrive i limiti del potere legislativo, quind'insensibilmente lo avvicina all'esecutivo per mezzo del Consiglio di Stato e dell'Alta corte di giustizia e pianta alla sommità dell'edifizio il Monarca in tutta la sua grandezza circondato dai suoi ministri e da tutto lo splendore e la forza del potere esecutivo: tutto è ordine e simmetria, tutto solidamente costrutto; non resta luogo di aggiungere né di togliere una pietra angolare del grande edifizio senza deturparlo o farlo cadere in rovina.
Qual'è durerà immoto ed indistruttibile come la gran piramide di Egitto che da quaranta secoli sfida il tempo e le stagioni, e rimarrà a sostenerne gli oltraggi per quaranta secoli ancora.
S. R. M. Signore, noi abbiamo giurata colle lagrime agli occhi e con religioso rispetto, questa Costituzione. Il popolo ha veduta la nostra commozione e le nostre lagrime. Vostra Maestà ancora ha giurato lo stesso, e 'l discendente e l'erede della religione di S. Luigi e delle virtú civili di Carlo III non giura invano.
Ecco stabilito tra il Re ed il suo popolo un nuovo patto sociale che assicura ad entrambi la loro quiete e la felicità avvenire. Iddio d'Israele non sdegnò spesso di pattuire col popolo eletto e perché lo sdegnerebbero i Re?
Con questo fatto è assicurata la grandezza vostra, la vostra gloria e le legittimità della vostra dinastia. Ella non riposa piú sulla volontà d'un solo, non su precarie alleanze straniere, ma su la volontà decisa di sette milioni di cittadini pronti a versare l'ultima stilla del loro sangue in difesa della religione degli Avi, della Patria e del Re.
Quell'adorabile famiglia che vi fiorisce d'intorno, come all'ombra del maestoso cedro del Libano crescono le sacre palme, quei rampolli del vostro a noi sí caro primogenito figlio, cresceranno anch'essi nelle avite e domestiche virtú: dalla M. V. apprenderanno ad imitare le virtú degli avi, gli arcani dei governi, la sana politica e la dura milizia. Uno ne crescerà certamente tra essi, che di unita alle arti di pace saprà coltivare quella della guerra.
Egli accoppierà al brillante coraggio ed all'alma intrepida di Francesco I e di Enrico IV, il saper militare del gran Condé; e se, tolga il cielo l'augurio, sarà chiamato a combattere, lo vedremo circondato dai bellicosi Marsi, di Dauni, da Sanniti, da tutti i popoli della Magna Grecia e della Trinacria alle frontiere del regno come l'Angelo del Signore con l'adamantina spada stava alla difesa del Paradiso terrestre.
Ora finalmente, accettata e giurata la nostra Costituzione, non sarà piú chimerica e sprecata invano nell'isola la forza che ebbero nelle armi i nostri avi, ed il risorgimento della marina; non piú inceppati i progressi dello spirito umano e dell'istruzione pubblica; non disordinato e dilapidato l'erario; non compromessa la dignità del Monarca e della nazione nelle politiche transazioni. Le pagine del Codice di Astrea rimarranno immuni da qualunque macchia e custodite da incorruttibili sacerdoti; e il potente braccio e la volontà della maestà vostra e le assidue e regolari cura del Parlamento nazionale assicureranno sí bel retaggio fino alla nostra piú remota paternità. Risorgeranno i Geleuci e gli Architi, gli Archimedi ed i Tulli onore delle nostre regioni e del genere umano: risorgeranno i bei monumenti dell'arte antica su questa terra felice, riuniremo in una sola epoca tutti gli onori, onde fummo presenti dal fiorire degli Italo-Greci ai tempi d'Augusto, e dal regno di Alfonso di Aragona a quelli di Carlo III.