Begani Alessandro. — Il nome del difensore di Gaeta è stato già raccolto dalla Storia e la sua vita va tra quelle dei piú strenui generali italiani.

Nacque in Napoli ai 20 giugno 1770 ed ebbe l'educazione nel nostro collegio militare che fu il vivaio di quanti, da piú d'un secolo, portano alta la divisa dell'esercito. Ne uscí per secondare la sua indole che lo chiamava alle armi, e cominciò la carriera come uffiziale di artiglieria. L'impresa di Tolone fu la sua prima campagna. Ma, quando ne tornò al 1794, ebbe a pagare in dura prigionia il culto che egli rendeva lealmente alle istituzioni liberali. Compreso nel numero dei patriotti fuorusciti napoletani che trovarono asilo in Francia, militò in quell'esercito partecipando con onore alle guerre d'Italia e prese parte anche alla famosa spedizione che si preparava sulle spiaggie della Manica per l'Inghilterra.

Reduce in Napoli nel 1806, percorse rapidamente i gradi militari superiori sino a quello di maresciallo di campo e prese parte in tutti i combattimenti del decennio[54].

Nel 1815 gli venne affidata la difesa della prima cittadella del regno di Napoli: Gaeta[55].

Il 31 maggio se ne chiusero le porte; l'8 di agosto fu resa non a quei che l'assediavano..... ma al Re.

Cosí furono salve per la nazione l'artiglierie e munizioni ivi abbondantemente raccolte, e Gaeta non ebbe a seguire la sorte di Ancona e di Pescara spogliate e mezzo demolite dai Tedeschi che in quell'epoca stessa le occuparono senza espugnarle.

Begani, vittima della bassa vendetta austriaca, ebbe l'esilio in premio della sua bella difesa. Privato d'ogni stipendio, dovette alla spontanea magnanimità del Re un sussidio che piacque alla... voracità del de Medici, risecare ancora d'un decimo!

Il principe Vicario non tardò a richiamarlo nella patria, dalla Corsica, ove egli viveva dimenticato, e lo nominò ispettore generale d'artiglieria. I suoi concittadini lo compresero nella deputazione di Napoli.

Il tenente colonnello Vinci che diresse i lavori della difesa di Gaeta ne pubblicò anche il giornale d'assedio.

Berni Tito. — Nacque nel 1788 da Federico Berni ferrarese e da Camilla Sagarriga in Bitonto (Terra di Bari). Passata la prima giovinezza nella sua patria, ed appresevi le prime istituzioni letterarie, fu menato in Napoli ad erudirsi nella giurisprudenza sotto il chiarissimo professore Nicola Valletta. Benché dedito al Foro, ei si piacque sempre degli studi classici nei quali si distinse, meritando di appartenere a molte accademie, ed alla Sebezia[56] di cui fu per parecchi anni segretario.