Fu nominato alfiere appena nato da Carlo III.
Fanciullo, fu inviato coi fratelli a Napoli, dove fu alunno del Genovesi e scrisse in favore del diritto sovrano riguardo ai limiti dello Stato vicino, incaricatone da don Ferdinando de Leon allora avvocato della Corona.
Trovossi in Napoli nel 1779 presente all'eruzione del Vesuvio e vi tornava nel 1782.
L'anno seguente scrisse una memoria sui risi e fu nominato assessore militare del tribunale di milizia della provincia di Teramo (20 giugno 1783).
Nel 1785 era nuovamente nella capitale. Scrisse nel 1787 una memoria sui regî stucchi o sia sulla servitú dei pascoli invernali nelle provincie marittime degli Abruzzi.
L'anno seguente diede pubblicità ad un'altra memoria sul tavoliere di Puglia, ed un'altra sui pesi e le misure del regno.
Nell'anno 1790 pubblicò delle riflessioni sulla vendita dei feudi devoluti con una lettera dedicatoria, e pubblicata poi a parte, al duca di Cantalupo sullo stesso argomento.
Nel 1791 diede alla luce le Ricerche sul vero carattere della giurisprudenza romana, libro stampato a Firenze e per la terza volta a Napoli nel 1815. Nel 1757 Ferdinando IV lo decorò delle insegne di cavaliere dell'ordine Costantiniano. Fu ascritto alla cittadinanza di San Marino e ne scrisse le Memorie storiche.
Dettò in Firenze i pensieri sull' Incertezza e sull'inutilità della storia che parve ardimento grande.
Nel 1816 fece parte del Consiglio di Stato del regno di Napoli e si ha la stampa d'una sua memoria del 1809 sul sistema giudiziario che si riformava. Due anni prima era stato ascritto tra i primi soci dell'accademia Ercolanese rinata a vita novella e vi lesse parecchi lavori che per brevità omettiamo.