Volle darsi al sacerdozio e se ne venne colla madre, passata a seconde nozze con tale Bartolommeo Masnada, a Napoli, dove vestí l'abito monastico agli 11 settembre 1773. Nel 1795 dimise l'abito e restò prete secolare. Fra le sue carte, dopo la morte, non si trovarono che pochi suoi manoscritti scolastici, alcuni brevissimi rudimenti di metrica italiana, di mitologia, di logica e diritto naturale.

Fu, in Parlamento, accanitamente avverso al mutamento di nomi delle provincie del regno. Morí nel novembre dell'anno 1836.

Galanti Luigi[70]. — Fu l'ultimo dei dodici figli di Giambattista ed Agata Musacchi e nacque il 1º di gennaio del 1765 in Santacroce del Sannio. Ebbe la prima educazione nel convento di Montevergine, dove a 12 anni quei cenobiti ne erano ammirati. Nel 1777 ne vestí l'abito, nel 1781 fece la sua professione di fede monastica e partí per Roma a proseguire i suoi studi.

Fu geografo e storico scrupoloso e rimasero di lui opere insigni.

Nel 1801 fu elevato da papa Pio VII alla dignità di abate benedettino. Nel 1806 fu nominato professore di geografia nella regia università degli studi, revisore di libri esteri e membro della commissione creata per il restauro della pubblica istruzione.

Nel 1811 fu professore di storia e di belle lettere sublimi nel reale istituto politecnico militare e membro del consiglio di perfezionamento.

Fu rappresentante del Sannio al Parlamento del 1820, e consacrò l'onorario di 180 ducati ai veterani ed alle vedove dei soldati morti in battaglia.

Morí in patria nel 1836.

Galdi Matteo. — Fu cavaliere della Corona di ferro, membro della giunta di pubblica istruzione, direttore della biblioteca della regia Università, socio dell'accademia Pontaniana e dell'accademia di Harlem.

Nacque in Coperchia, in quel di Salerno, ai 5 di ottobre del 1766 da Pasquale ed Eugenia Fiore, agiati proprietari.